Lolita Timofeeva

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2015 Dante attraverso i simboli

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Inferno. Canto I “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”

Inferno. Canto I
“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita”

Inferno. Canto II “…poscia che tai tre donne benedette curan di te ne la corte del cielo,…” (Maria, Lucia e Beatrice – tre vergini che contro stanno alle tre bestie)

Inferno. Canto II
“…poscia che tai tre donne benedette
curan di te ne la corte del cielo,…”
(Maria, Lucia e Beatrice – tre vergini che contro stanno alle tre bestie)

Inferno. Canto VII “Assai la voce lor chiaro l’abbaia, quando vegnono a’ due punti del cerchio dove colpa contraria li dispaia”. (quarto cerchio. Avari e spreconi)

Inferno. Canto VII
“Assai la voce lor chiaro l’abbaia,
quando vegnono a’ due punti del cerchio
dove colpa contraria li dispaia”.
(quarto cerchio. Avari e spreconi)

Inferno. Canto X. “Suo cimitero da questa parte hanno con Epicuro tutti suoi seguaci, che l'anima col corpo morta fanno”. (sesto cerchio. Seguaci di Epicuro: atei, eretici)

Inferno. Canto X.
“Suo cimitero da questa parte hanno
con Epicuro tutti suoi seguaci,
che l’anima col corpo morta fanno”.
(sesto cerchio. Seguaci di Epicuro: atei, eretici)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inferno. Canto XIII. “Quando si parte l'anima feroce dal corpo ond'ella stessa s'è disvelta, Minòs la manda a la settima foce.  Cade in la selva, e non l'è parte scelta; ma là dove fortuna la balestra, quivi germoglia come gran di spelta.  Surge in vermena e in pianta silvestra:..” (settimo cerchio, secondo girone. Violenti contro se stessi e contro i propri beni. Pietro Della Vigna)

Inferno. Canto XIII.
“Quando si parte l’anima feroce
dal corpo ond’ella stessa s’è disvelta,
Minòs la manda a la settima foce.
Cade in la selva, e non l’è parte scelta;
ma là dove fortuna la balestra,
quivi germoglia come gran di spelta.
Surge in vermena e in pianta silvestra:..”
(settimo cerchio, secondo girone. Violenti contro se stessi e contro i propri beni. Pietro Della Vigna)

Inferno. Canto XX. “Come 'l viso mi scese in lor più basso, mirabilmente apparve esser travolto ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso,  ché da le reni era tornato 'l volto, e in dietro venir li convenia, perché 'l veder dinanzi era lor tolto”. (ottavo cerchio, quarto girone. Indovini)

Inferno. Canto XX.
“Come ‘l viso mi scese in lor più basso,
mirabilmente apparve esser travolto
ciascun tra ‘l mento e ‘l principio del casso,
ché da le reni era tornato ‘l volto,
e in dietro venir li convenia,
perché ‘l veder dinanzi era lor tolto”.
(ottavo cerchio, quarto girone. Indovini)

Inferno. Canto XVII. “Come 'l bue cicilian che mugghiò prima col pianto di colui, e ciò fu dritto, che l'avea temperato con sua lima,  mugghiava con la voce de l'afflitto, sì che, con tutto che fosse di rame, pur el pareva dal dolor trafitto;  così, per non aver via né forame dal principio nel foco, in suo linguaggio si convertïan le parole grame”. (ottavo cerchio, ottavo girone. Legenda di Perillo da Atene – bue di rame)

Inferno. Canto XVII.
“Come ‘l bue cicilian che mugghiò prima
col pianto di colui, e ciò fu dritto,
che l’avea temperato con sua lima,
mugghiava con la voce de l’afflitto,
sì che, con tutto che fosse di rame,
pur el pareva dal dolor trafitto;
così, per non aver via né forame
dal principio nel foco, in suo linguaggio
si convertïan le parole grame”.
(ottavo cerchio, ottavo girone. Legenda di Perillo da Atene – bue di rame)

Purgatorio. Canto II. “…gridò: "Fa, fa che le ginocchia cali. Ecco l'angel di Dio: piega le mani; omai vedrai di sì fatti officiali.  Vedi che sdegna li argomenti umani, sì che remo non vuol, né altro velo che l'ali sue, tra liti sì lontani”. (ai piedi della monte del Purgatorio. Arrivo e sbarco di anime)

Purgatorio. Canto II.
“…gridò: “Fa, fa che le ginocchia cali.
Ecco l’angel di Dio: piega le mani;
omai vedrai di sì fatti officiali.
Vedi che sdegna li argomenti umani,
sì che remo non vuol, né altro velo
che l’ali sue, tra liti sì lontani”.
(ai piedi della monte del Purgatorio. Arrivo e sbarco di anime)

Inferno. Canto XX. “Come 'l viso mi scese in lor più basso, mirabilmente apparve esser travolto ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso,  ché da le reni era tornato 'l volto, e in dietro venir li convenia, perché 'l veder dinanzi era lor tolto”. (ottavo cerchio, quarto girone. Indovini)

Inferno. Canto XX.
“Come ‘l viso mi scese in lor più basso,
mirabilmente apparve esser travolto
ciascun tra ‘l mento e ‘l principio del casso,
ché da le reni era tornato ‘l volto,
e in dietro venir li convenia,
perché ‘l veder dinanzi era lor tolto”.
(ottavo cerchio, quarto girone. Indovini)

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